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Chi sono
Dal 20 giugno 2026 «Acino è poi Vino» esce anche su Pisticci.com.
Poche cose mettono d’accordo le persone come un buon calice di vino, un buon piatto e una bella storia. Benvenuti alla mia tavola raccontata.
Mi definisco un appassionato di cose buone, ma soprattutto desideroso di conoscere. Mi piace scoprire il vino e assaggiare la cucina autentica. Per me il vino e la gastronomia non sono mai stati solo una semplice questione di palato o di etichette, ma di storie. Storie da scoprire e da raccontare; storie in cui tuffarmi, scritte da chi la terra la lavora, da chi la vigna la coltiva e la custodisce.
Un buon calice e un piatto ben fatto sono mappe: ti dicono da dove viene chi li ha creati, quanta fatica c’è dietro e quale terra ha nutrito quegli ingredienti.
In qualità di sommelier, ho imparato a studiare il vino, a riconoscerne le sfumature e la complessità, e a rispettare il lavoro di chi lo produce. Tuttavia, la parte che amo di più arriva subito dopo: svestire i panni del sommelier per indossare quelli del narratore. Perché un vino non è davvero completo finché non lo si degusta, non lo si condivide e non lo si svela. La sua vera essenza risiede nel momento conviviale, dove la competenza tecnica si trasforma in un’esperienza capace di unire le persone.
Il mio sguardo e il mio gusto hanno una duplice bussola, con radici piantate in due terre di grande carattere:
La Lucania, la mia casa: un territorio schietto, profondo, fatto di silenzi e sapori antichi che meritano di essere svelati al mondo.
Il Salento, una parte delle mie origini, la terra di mio nonno paterno: un legame viscerale radicato tra luce, terra rossa, vigne generose, profumo di mosto, memoria e un senso dell’accoglienza che mi porto dentro.
Questo blog è il mio taccuino di viaggio tra vigne, osterie, produttori e ricerche. Un posto dove unire la conoscenza alla passione, versare il vino nel calice e scoprire che ogni sapore ha qualcosa da dire.
Prendi una sedia, ti racconto cosa c’è nel calice.
Giovanni NEGRO
I racconti sono 8. L’ultimo è uscito il 26 settembre 2026.
I primi tre vanno alle origini: la vite, il suolo, gli Enotri. Dal 4° all’8°, un vitigno o una zona lucana per racconto.
Il 4°, sull’Aglianico, chiude così: «Ma la Basilicata enoica non è solo Vulture e Aglianico».
Il 5° riparte dalla collina materana.
I vitigni del mondo nel 1° racconto, cinque tipi di terreno nel 2°.
Gli Enotri, i coloni greci, i monaci benedettini, il vino San Bardo premiato nel 1887.
Aglianico, Primitivo, Malvasia Bianca, Greco, Guarnaccino Nero, Moscato Bianco.
Il Vulture, la collina materana, il Pollino, l’Incoronata di Pisticci.
I piatti da abbinare, dalle zuppe di legumi alle strazzate.

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Dal 1°, «Omaggio alla vite», per seguire la rotta. Oppure dall’ultimo, per leggere la novità.
Dal 3° all’8° il territorio è la Basilicata. Nel 1° racconto c’è il proposito di risalire poi l’Italia.
No: parlano della vite, dei vitigni e dell’enogastronomia; accanto al vino ci sono i piatti da abbinare, dal caciocavallo podolico ai calzoncelli.
Finora no: ci sono gli abbinamenti. Per esempio, l’Aglianico Riserva con i brasati e la cacciagione da piuma.
Sì. Parole come «palmento», «terpeni» o «vite maritata» sono spiegate dove compaiono.
Una domanda o un commento su un racconto? Scrivi a Giovanni.
acinoepoivino@gmail.com